Aiuto psicologico per Adolescenti

Gli adolescenti guardano il mondo attraverso una propria lente. Nel tentativo di dare un senso alla realtà in cui sono immersi a volte riusciranno a mettere bene a fuoco e altre avranno bisogno di una luce per essere guidati nelle zone d’ombra che rimangono fuori dall’obiettivo.

Arriva un momento in cui i propri piccoli te li ritrovi adolescenti e per tanti genitori giunge la domanda:

“Come comportarsi con i figli durante l’adolescenza?”

È un periodo di grandi trasformazioni in cui devono imparare ad affrontare un mondo molto complesso. In questa lunga e importante fase della loro vita devono capire tutte le parti che li rendono quel che sono e molte volte tutto ciò diventa impegnativo e a volte spaventoso. Spesso navigano nella loro mente domande del tipo: Ma io chi sono? Solo io mi sento così? Perché un momento sono felice e quello dopo disperato? Si sentono minacciati o confusi dai loro stessi sentimenti, emozioni e pensieri e dondolano emotivamente come un'altalena il che può a volte diventare destabilizzante

Comprendere il comportamento tipico degli adolescenti…..

Comprendere il comportamento tipico degli adolescenti, i cambiamenti biologici, emotivi e cognitivi che sperimentano è il primo passo per facilitare la gestione del rapporto tra genitori e figli, durante l’adolescenza. Essi hanno una parte che può essere lunatica, impulsiva, immatura, spiacevole ed egocentrica ed un’altra che invece può essere gentile, tenera, filosofica, aperta e di larghe vedute. A volte tutto questo può spiazzare anche il genitore stesso e di conseguenza rendere difficile il loro rapporto.

Quando Preoccuparsi?

Uno dei segnali più forti del disagio di un adolescente è quello che viene manifestato attraverso il suo corpo; pensiamo ai disturbi alimentari (anoressia, bulimia), all’autolesionismo (adolescenti che si tagliano, si bruciano), al tentato suicidio, alla dipendenza da sostanze. L’ adulto deve essere sempre attento a cogliere i segnali di queste situazioni, senza spaventarsi e senza sottovalutarli.

Bisogna tenere d’occhio quelle situazioni che si cronicizzano; come il trovarsi per un lungo periodo impantanati in una situazione di apatia, di cattivo umore, o di ritiro sociale arrivando al punto di non voler andare a scuola, o addirittura di non voler uscire di casa, o dalla propria stanza rimanendo isolati costantemente attaccati ai dispositivi elettronici, utilizzandoli come unico mezzo di comunicazione con la realtà, o vivendo la realtà come unica forma di vita. Alla base di questi disturbi-difficoltà possono esserci diverse motivazioni, partendo da conflitti e situazione di disagio familiare economico-sociale, difficoltà ad affrontare le aspettative poste dalla famiglia-scuola-società, relazioni fra pari insoddisfacenti o problematici, incapacità di instaurare rapporti di amicizia, essere presi di mira dai coetanei e atti di persecuzione e derisione da parte di compagni, episodi traumatici vissuti ed altro

 In questo caso occorre ovviamente un aiuto specialistico, ma è fondamentale che il genitore mantenga la connessione col proprio figlio anche semplicemente facendoli sentire la propria presenza.

Come si lavora con gli adolescenti?

I ragazzi sono una fonte incredibile di risorse e proprio perché non sono né bambini né adulti, nel lavoro con loro si possono utilizzare entrambi gli strumenti sia quelli creativi, di fantasia e di gioco, sia il classico strumento della parola.

Possiedono il brio della vita e anche una spiccata ironia, oltre alla miriade di interessi che diventano alleati del professionista nel creare un ponte con loro, il quale favorirà il coinvolgimento nel lavoro e l’alleanza. Essi sono in grado di stabilire velocemente chi li considera come interessanti e complessi e chi invece, li stereotipizza come provocatori ed impulsivi. Hanno questo intuito e possono sentirlo anche a chilometri di distanza ed è per questa disarmante onesta verso i proprio sentire che mi piace lavorare con loro.